Restauro conservativo del paramento murario della vasca della Peschiera di Villa Adriana

L’Edificio con Peschiera, situato ad est del cosiddetto Ninfeo-Stadio, si sviluppa su tre livelli: è costituito da un corpo residenziale e da una struttura, denominata Peschiera, destinata alle passeggiate dell’imperatore, articolata in un peristilio con sottostante ampio criptoportico, che circonda una grande vasca rettangolare. La struttura della vasca è in muratura, con ricorsi di conci tufacei e malta pozzolanica; l’andamento della muratura segue uno sviluppo non lineare per la presenza di nicchie di forma semicircolare e rettangolare alternate. Su una delle basi delle nicchie si rileva la presenza di un frammento di lastra marmorea; ai piedi della muratura è ancora conservata parte della zoccolatura di marmo.

La vasca è stata oggetto di interventi di restauro negli anni Cinquanta del Novecento, durante i quali è stato ricostituito gran parte dell’alzato, in leggero sottosquadro rispetto ai lacerti originari; nello stesso periodo è stata reimpermeabilizzata per essere riempita d’acqua – situazione rimasta fino ad alcuni anni fa.

Il restauro, che ha interessato le superfici in muratura della vasca e gli elementi lapidei della zoccolatura conservati, si era reso necessario e improcrastinabile a causa dell’avanzato stato di degrado dei materiali costitutivi, sia originali che pertinenti a restauri precedenti, imputabile soprattutto alle sollecitazioni costanti che acqua, vento, sbalzi di temperatura, agenti atmosferici e biologici causano ai manufatti esposti all’aperto.

La maggior parte dei profili, delle parti sommitali e degli spigoli esterni della muratura erano compromessi e caratterizzati da fenomeni di distacco e caduta di materiale lungo tutto il perimetro. Si osservavano numerose fessurazioni e fratture, soprattutto nelle porzioni di rifacimento in malta cementizia, mentre la malta interstiziale originale conservatasi presentava zone di forte erosione. Inoltre si riscontrava su tutte le superfici una estesa colonizzazione ad opera di diverse specie biologiche, nonché presenza di vegetazione superiore sviluppatasi nelle discontinuità murarie.

L’intervento, eseguito dal Consorzio Kavaklik Restauro, ha preso avvio con una preliminare campagna fotografica di documentazione dello stato di fatto di tutte le superfici alla quale hanno fatto seguito ripetuti trattamenti di disinfezione a spruzzo per devitalizzare le patine biologiche e le piccole piante superiori presenti. Nel caso del degrado biologico sugli elementi lapidei, di natura particolarmente tenace, è stato necessario eseguire la disinfezione mediante impacchi, per una maggiore penetrazione del formulato biocida e tempi di contatto più lunghi, rifinendo infine la pulitura meccanicamente.

Successivamente i restauratori si sono occupati di ripristinare l’integrità del paramento murario a vista. I blocchi tufacei uniti tra loro con malta cementizia ma totalmente distaccati dal contesto murario sono stati rimossi e successivamente ricollocati, previa pulitura ed eventuale consolidamento delle superfici limitrofe interessate; le mancanze sono state colmate ove possibile con materiale di recupero proveniente dal sito o, dove non sufficiente, con materiale di cava simile per aspetto e cromia all’originale. Le stuccature sui piani orizzontali delle ventiquattro nicchie, ormai non più efficienti dal punto di vista meccanico, sono state rimosse e sostituite; le discontinuità nei giunti sono state colmate. Tutte le malte utilizzate sono state confezionate ad hoc, utilizzando calce naturale e aggregato pozzolanico, coerentemente con i materiali costitutivi e le tecniche esecutive originali utilizzate a Villa Adriana.